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| La Mostra, Edizione 2005 | ![]() |
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| Come nasce Amando Cattolica Amando Cattolica nasce da una passione per la ricerca storica sulla marineria cattolichina e un grande affiatamento verso il mondo della fotografia è nata una sentita amicizia e collaborazione dall’incontro tra i fotografi Antonio Barbieri e Dorigo Vanzolini, quest’ultimo responsabile dell’archivio fotografico Centro Culturale Polivalente di Cattolica. Da un susseguirsi di scambi di idee, opinioni, e visioni di immagini, durante alcuni mesi di preparativi è nata un’intensa collaborazione che ha portato a realizzare il progetto dell’esposizione di una collezione fotografica. Inizialmente denominata “Fotografando Cattolica”, poi corretta con “Amando Cattolica” per la forte carica emotiva che la collezione racchiude e trasmette,che il fotografo Antonio Barbieri ha saputo catturare ed esprimere in un racconto completo e omogeneo della sua città. Il Comune di Cattolica ha colto con soddisfazione l’apprezzato suggerimento promovendo con ampio spazio la realizzazione di tale esposizione. Quale occasione migliore per esprimere gratitudine all’Ill.mo Sindaco della Città di Cattolica Sig. Pietro Pazzaglini e ai Suoi stretti collaboratori. L’autore dichiara che questa esperienza lo ha arricchito, da questo evento ha potuto maturare la conoscenza fotografica grazie all’amicizia con Dorigo Vanzolini da cui è nata una stima reciproca. Antonio Barbieri Immagini e “balzi dell’anima” La magia della natura nelle foto di Antonio Barbieri “Amando Cattolica” è giunta alla terza performance del suo autore, Antonio Barbieri: la sua prima volta a giugno del 2005 con la mostra fotografica in Comune, la seconda, a dicembre, con il calendario 2006, ora con la mostra di gigantografie plastificate nella piazzetta “della barca d’acqua” del porto, in esposizione per tutta l’estate. L’inaugurazione di quest’ultimo spazio espositivo è stata quindi anche l’occasione per presentare al pubblico il volume fotografico “Amando Cattolica”, sollecitato da più parti, e che raccoglie una significativa selezione delle migliaia di scatti operate da Barbieri negli ultimi due anni. Barbieri è cattolichino di nascita, per parte materna, e bolognese di adozione per parte paterna. Ma nella sua geografia interiore prevale senz’altro la radice cattolichina segnata da un “amore” assoluto per il mare che arriva da molto lontano nel tempo quello dell’epopea marinara. ……..C’era una volta il “Wilson”, il trabaccolo del nonno materno che naufrago nel dicembre del 1929, il famoso “anno del nevone”. Egli, come fotoamatore, cattura “attimi fuggenti sui quali riflettere”. Non è fotografo di vedute classiche, ne professionista dello stereotipo turistico. Anzi, le sue foto deritualizzano gli scontati luoghi canonici della cartolina. I suoi scatti sono balzi dell’anima. Infatti si “lamentatormenta” di non essere più in grado di uscire di casa senza avere dietro la macchina fotografica, che ormai gli è diventata una protesi naturale, essenziale a registrare emozioni imperdibili. La sua ricerca creativa lo spinge ormai in automatico a scoprire incessantemente identità plurali: lui è in quei gabbiani-guardiani della darsena che aspettano il ritorno delle volanti cariche di pesce, lui è quel granchio (che sembra emergere dalla foto) sorpreso nella cristallina bassa marea, lui è in quel castello di sabbia abbandonato a sera sulla riva, lui è su quel molo deserto sovrastato da nubi minacciose ad aspettar qualcuno che non tornerà, lui è su quella spiaggia grigia sotto quel cielo esageratamente plumbeo a chiedersi come il mare così bello possa diventare d’un tratto terribile….Le sue vedute marine sono sempre nelle luci attenuate dell’alba o del tramonto, con spiagge “fuori stagione” o con gli ombrelloni chiusi, con la sabbia solcata da qualche solitario passante, (come lui), alla ricerca di sensazioni altre. Barbieri non usa filtri colorati e neppure il flash: vuole che l’immagine conservi intatta quella magia che già la natura le dà. Lui sceglie, cogli, fissa e poi al massimo, con la fantasia innocente e romantica di un bambino, gioca con sovraesposizioni su quelle immagini per trasformarle in racconti epici od onirici, come in quella della bianca e trasparente sagoma del palazzo Municipale che sembra spuntare, come un fantasma, dal mare in una livida alba che ci rimanda alla leggenda dell’antica città sommersa…..(quarta di copertina) o come in quella della piccola figura femminile, di spalle, al centro della foto, quasi punto di fuga di infinite direttrici prospettiche, che si allontana da chi guarda, immergendosi nel mare ma anche nella sabbia perché vi è giustapposta una sovrapposizione della sabbia in primissimo piano, quasi che quella donna misteriosa andasse a seppellirsi da sola…..(pag.56). Il mistero della morte e quello della vita evocati dalle immagini del mare e del cielo, aleggiano qua e la nel panorama fotografico e a volte rimandano alla poesia del Pascoli “Mare”:”…vedo stelle passare, onde passare:/ un guizzo chiama, un palpito risponde/….ponte gettato su laghi sereni, per chi dunque sei fatto e dove meni?” Sono immagini che risvegliano gli eterni interrogativi esistenziali. Wilma Galluzzi, giornalista Tratto da quotidiano “La Voce di Romagna” |
![]() Cattolica: Esterni Mostra "Amando Cattolica" 2005 ![]() Cattolica: La Mostra "Amando Cattolica" 2005 ![]() Cattolica: La Mostra "Amando Cattolica" 2005
La maglietta di Amando Cattolica
Invito
Locandina
Manifesto |
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