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| Edizione 2009
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Paesaggi, scorci urbani, ambientazioni… |
Paesaggi, scorci urbani, ambientazioni… tutto ciò che è tangibile viene trasposto da Antonio Barbieri a livello dell’emozioni, di ciò che, per eccellenza, è intangibile. Il Suo è un approccio mai scontato, mai banale, non ripetitivo. Barbieri è in grado di proporci, attraverso la tecnica digitale che con maestria declina, scatti “dell’anima” e del “cuore”, un viaggio esperienziale alla radice della nostra essenza più profonda, quella di individui che, pur proiettati, al territorio, all’identità di spazi e dimensioni, agganciati a sensazioni e citazioni che Barbieri conosce approfonditamente, fin nelle più recondite pieghe e sa trasmetterci con consapevole profondità, ironico distacco, policroma percezione artistica.
Palmiro Ucchielli Presidente Provincia di Pesaro Urbino |
L’identità non è nostalgia |
L’occhio con cui si guarda alla realtà non è mai neutrale, nemmeno se è filtrato dall’obiettivo di una macchina fotografica. L’occhio di Antonio Barbieri guarda a partire da un atto d’amore alla sua città e al territorio circostante. Non a caso le belle immagini che propone nei suoi volumi rientrano tutte in un progetto che si chiama Amando Cattolica. Sono d’accordo. Credo anch’io che ci siano tante ragioni per amare la terra, i luoghi, gli angoli più nascosti della nostra provincia di Rimini. E tante ragioni anche per amare la sua gente, forte, simpatica, generosa, tenace. Sia quando si posa su un vasto paesaggio sia quando coglie un particolare, le immagini di Barbieri ci restituiscono le emozioni che noi tutti proviamo quando ci accorgiamo della bellezza che ci circonda. E fa bene l’autore a soffermarsi sul mare, sui pesci e sui crostacei, sulle barche, sulle mani e le braccia dei pescatori: sono immagini che esprimono fino in fondo la nostra identità di terra sposata con il mare. L’identità non è nostalgia; è presente, è viatico per un futuro libero da omologazioni. Amiamo la nostra terra, ne saremo ricompensati.
Marcella Bondoni Assessore alla Cultura e al Turismo della Provincia di Rimini |
L’identità più profonda |
Con questa nuova edizione, la IV, del libro fotografico legato al progetto “Amando Cattolica” da questa località parte un viaggio ideale fatto di immagini che rappresentano luoghi, persone, paesaggi, emozioni; un racconto nel cuore della nostra identità più profonda, nella cultura di una terra e di un popolo che ha saputo fare della propria capacità di accogliere un modello inimitabile. E da Cattolica si parte, non a caso. Qui, più che altrove, l’esercizio dell’ospitalità si è praticato sin dalle epoche più remote. A Cattolica si sostava per rifocillarsi e riposare nel percorso che, nel medioevo, univa Rimini a Pesaro e, da allora, una prima piccola “industria” dell’accoglienza si è sviluppata, ha seminato relazioni con genti forestiere ed ha contribuito alla crescita sociale ed economica della città. Una vocazione, quella dell’ospitalità, che dura nel tempo, passata com’è attraverso una visione sempre innovativa del turismo, dai villini per la villeggiatura d’inizio novecento al turismo per tutti del dopoguerra. Oggi cerchiamo, con questo libro, con il linguaggio universale delle immagini e della fotografia, il cuore di questa memoria ospitale e, allo stesso tempo, proviamo a leggere le mutazioni che sono avvenute per comprendere verso quale futuro ci avviamo. Spesso, più che le parole, sono le immagini quelle che sanno suggerirci la giusta via, e lo sono di più quelle immagini che sono capaci di raccogliere le emozioni di un luogo e ne rimandano una visione mediata da una sensibilità artistica come quella che ritroviamo nel lavoro di Antonio Barbieri.
Il Presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani |
Presentazione del volume |
di Silvio Di Giovanni
Al carissimo Antonio Barbieri non
si può che esternare un plauso per la sua costanza, la sua passione, l'indefessa
dedizione all'arte che è propria dei fotografi quali costruttore di sublimi
scatti, di inquadrature tese ad immortalare le nostre terre, i nostri luoghi, le
nostre sembianze e le ricorrenze, il tutto con il primigenio scopo di esaltare
la natura e la sua "bellezza". Tutte queste pagine sono permeate dal senso
estetico della bellezza. Il bello è ciò che riempie lo sguardo, che consola
la vista, che rende sereno l'osservatore. Ritrarre le nostre terre in
maniera magistrale ed artistica è come fare dono agli uomini di ciò che la
natura, da oltre quattro miliardi di anni, vien lentamente trasformando onde
mostrarci la sua "bellezza evolutiva".
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Patrocini 2009 |
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